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giovedì, marzo 20, 2008

Keep on Rockin!


Ecco, mutatis mutandis, una cosa del genere:
Gli Emerson, Lake & Palmer nel 1973 mentre provan Karn Evil.

M'è capitato anche altre volte, ma ogni volta è sempre magica, chevvedevodì?
M'è capitato con il pop rock da classifica con gli Stand, mi capita ogni volta che degli accordi acustici diventano una canzone di Eddie Rhodes e oggi tutto ciò accade con l'hard rock dei Rocken Factory.

Sto parlando del momento in cui l'uomo fà ciò che di più divino può fare (oltre a unire i nostri corpi nell'estasi suprema che è propria dell'idillio dell'amore. CIT.) e cioè creare.

Da quando ho iniziato con gli amici dei Senno di Poi, ho sempre amato costruire le canzoni, sentire il riff o l'idea che ti piace, lavorarla, cesellarla, darle una forma, un testo, una melodia e farla divenire una canzone.
Potessi, passerei le giornate in sala prove.
Al momento, poi, ho messo da parte il mio ego e mi limito ad inserirmi nei fantastici riff di Andrea e ad inseguire i ritmi rochenrolli che suggerisce Walter da dietro la batteria.
E, per giove, ne sta uscendo qualcosa di grande.
Inteso non come il brano dei Lunapop.

Lo so, personalmente non sono un musicista, non conosco la teoria, non ho studiato e non posso arrogarmi il titolo. Mi limito solamente a combinare diversamente delle note che ho sentito da qualche parte combinate in altro modo. Come se le note di un rigo cadessero su un rigo sotto e si fermassero su di esso ponendosi in un altro modo. Non è esattamente creare ma a me tanto basta.
E soprattutto mi piace farlo.
Dio, quanto mi piace farlo...

More details nel blog dei Rocken Factory.